Progetto riqualificazione vie di arrampicata zona Rif. Calvi 2017

La Scuola di alpinismo “Leone Pellicioli”, in occasione dei suoi 60° anni di storia, tramite l’impegno dei suoi componenti si è posta il grande obiettivo di riqualificare le salite su roccia di una zona delle Orobie ultimamente poco frequentata.

La scelta è ricaduta sulla conca del Rifugio Calvi, sia per la presenza di molte vie su ottima roccia ormai in stato di semiabbandono sia anche in virtù del fatto che molte salite risulterebbero propedeutiche per i corsi di alpinismo.

Di seguito le motivazioni e i criteri adottati.

Motivazioni del progetto

E’ un dato di fatto che fino ad oggi (estate 2016) sulle nostre bellissime Orobie la frequentazione degli alpinisti-arrampicatori si è concentrata su un numero ristretto di vie, rispetto alla totalità degli itinerari meritevoli di ripetizione. Le cause vanno ricercate in più motivi:

– lontananza dal fondovalle che richiede avvicinamenti il più delle volte lunghi e faticosi

– ambienti selvaggi

– roccia non sempre ed ovunque “perfetta”

– linee spesso da cercare/pulire

– chiodatura in loco scarsa e vetusta

– mancanza di guide cartacee con proposte di itinerari

A causa di tutti questi motivi, si è generato un meccanismo di progressivo abbandono di molte vie, con conseguente peggioramento della qualità della roccia non più “ripulita” dai passaggi.

E’ dato di fatto, ormai da qualche anno, che le zone alpinistiche dove è stata fatta una riqualificazione degli itinerari di arrampicata (con tutte le eventuali discussioni che se ne possono fare…) hanno avuto una grande ri-frequentazione da parte di alpinisti e, soprattutto, falesisti e neofiti dell’arrampicata (vedasi esempio Grignetta, Val Masino, Svizzera e Francia).

Il Progetto – proposto dalla Scuola ed approvato dalla Sezione del CAI di Bergamo – si pone come obiettivi la revisione organica delle aree di interesse alpinistico/arrampicatorio della conca del Rifugio Calvi, intervenendo sullo stato di attrezzatura/pulizia di una selezione di vie, sugli accessi e le discese, stimolando una migliore distribuzione della frequentazione su un maggior numero di itinerari rispetto all’attuale.
Nel Progetto rientrano circa 15 vie, la cui scelta è stata effettuata in base a vari criteri.
I criteri adottati

I criteri di scelta:

Con la consapevolezza che opere di revisione di itinerari storici possono in qualche modo compromettere il prezioso patrimonio, anche culturale, di queste montagne, prima di dare il via al Progetto è stato avviato un periodo di analisi e di confronto, sia sui criteri di intervento che sulla scelta degli itinerari stessi. Proprio su quest’ultima si è concentrata la massima attenzione, giungendo all’esclusione delle vie che – per la qualità scarsa della roccia, la poco logicità della linea, la non bellezza generale dell’itinerario, la difficoltà di accesso, etc – si è ritenuto opportuno lasciare nelle condizioni attuali. Non si è esclusa la possibilità di aprire nuovi itinerari.

I criteri di riattrezzatura:

  • I punti di sosta verranno sempre equipaggiati con almeno un ancoraggio fisso (spit fix inox A4 AISI 316L con anello diam. 10mm lungh. 9cm).
  • Lungo i tiri saranno presenti preferibilmente solo chiodi normali; eventuali spit già presenti verranno sostituiti con materiale nuovo in acciaio inox A4 316L. Altre protezioni supplementari potranno essere installate con l’idea di non snaturare l’itinerario esistente ma tale da rendere lo stesso relativamente sicuro nel caso attuale non lo sia. Permarranno molti dei chiodi attualmente in loco, e non verrà esclusa la possibilità di “integrare” con protezioni veloci o cordini in clessidre, a discrezione del ripetitore, nei tratti che già originariamente prevedevano questa eventualità.
  • I punti di calata obbligatori saranno sempre dotati di due spit fix inox A4 AISI 316L diam. 10mm lungh. 9cm ad anello o due spit fix inox A4 AISI 316L di cui uno con anello collegati da spezzone di corda diam. min. 9mm.
  • Verrà effettuata la migliore pulizia possibile della roccia da erba, arbusti e sassi mobili.

Per tutte queste salite quindi l’approccio rimarrà ALPINISTICO a tutti gli effetti, considerando che la sicurezza deriva in massima parte dalla preparazione e capacità di valutazione individuale. Il terreno delle Orobie è sempre molto severo: le calate in doppia, le discese a piedi (dove spesso bisogna arrampicare) ed i tratti di raccordo non sono mai banali, e richiedono estrema prudenza oltre ad una solida esperienza nelle manovre di corda.

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